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Diana
 
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Graziella Giglio Tos, con una tecnica di consumata perfezione propone figure di donne con dettagli allegorici, frammenti d'immagini rinascimentali, levrieri in corsa elegantissimi.
La sua è una pittura neomanierista, che ricorda il Pontormo ma si nutre molto di liberty, rieccheggia la pittura di amore e morte di Klimt: è sontuosa e decadente, immagine della fragilità e grazia femminile, pittura sensuale e suggestiva con la predominanza di splendidi fondi ocra, quasi grafite e graffito di un sogno, con frammenti sfuggenti o ben inquadrati, isolati.

"II Giorno" Gina Avogadro, 24 febbraio 1994



Pittura e scultura, disegno e grafica seriale rappresentano altrettante occasioni di moltiplicare le fattezze e lo spirito di un autobiografico personaggio, proiettando in un universo immaginario che congiunge un senso esotico (e anche classico) del favoloso alle suadenti interrogazioni di una evocativa sensibilità. Il passaggio alterno dalla fluidità sfuggente del
vissuto alla fissità del quadro o della scultura conosce e vive e inscena quindi anche dimensioni di negazione, assenza, silenzio. Attrazione fatale e sottrazione fatale interconnettono personaggi e arredi, animali e frutti e tessuti, statue, ruderi e ambienti. Fra la sedimentazione del bianco e isolate aree di colore, il mondo assorto di Graziella Giglio Tos svela le ombre nella visione più abbagliante, e irradia luce dai risvolti
più oscuri.

Presentazione mostra personale Lucio Cabutti
"II mondo dei Giglio Tos" , febbraio 1991



Recuperando la rigida staticità propria della scultura nella sua primaria accezione di "idolo" (simbolo prediletto della tradizione pittorica di bellezza vittoriosa sulla bestialità) I'artista fa sì che le silouhettes, i profili, i drappeggi, diventino tutti elementi ornamentali nel loro andamento curvilineo. A
questa naturalezza fa contrasto la struttura scenografica realizzata con una prospettiva leggermente ribassata in modo tale che la figura stessa rivolgendosi allo spettatore ne accentui il distacco. Una lontananza resa ancora più evidente dalla presenza di fregi ed architetture classiche ed arcaici simboli allegorici, manifesti non solo nella tradizione cristiana, come la frutta, gli animali come il cane, simbolo di fedeltà, ed il rapace simbolo ermetico o aquila araldica; la pietra, o più precisamente il marmo, elemento primo ed ultimo della vita (basti ricordare il mito della fertilità della terra attraverso le grotte che generano i minerali, ma è anche emblema della morte e della rinascita di Cristo).

Presentazione mostra personale Lorena Corradini
Associazione Culturale "2E" Suzzara, settembre 1994



L'opera di Graziella Giglio Tos è il risultato di un'operazione di rispecchiamento, quasi narcisistica, in cui la soggettività parte integrante di opere che registrano peraltro la presenza di figure, animali, frutti, arredi, statue e tessuti. Nella sua mostra
novarese di qualche tempo fa l'artista presentava una pittura ricca di materia e di colore. In particolare evidenza era "l'oro" dei gioielli delle sue dame, addirittura in rilievo rispetto alla superficie del dipinto. Se la tematica raffinata, favolosa ed un po' decadente, si è evoluta lentamente, conservando le sue caratteristiche primarie, la sua tecnica invece, negli anni, è fortemente mutata. Ci troviamo ora di fronte a quadri dalla tavolozza sublimata, tendente al monotonale, e con una sorta di patina dorata che le conferisce «un che di antichità».

"Il Quotidiano" di Novara Enzo De Paoli, 24 marzo 1992



A caratterizzare la produzione contribuisce, un certo frammentarismo in grado di evocare le immagini non più che per qualche loro tratto eminente - come il volto o persino un occhio soltanto e la mano, a debita distanza, con tutto il simbolismo d'ogni possibile suo gesto - lasciando allo spettatore di operare infine l'interazione delle parti mediante una coinvolgente operazione attuata a livello psichico, mentre in quei pochi elementi figurali si rivela un'inconsueta capacità di sintesi, con un pennello che quasi cancella la materia pur sottilmente stesa sino a cavarne forme e figure.

Presentazione mostra personale Angelo Dragone
Camera di Commercio Italiana a Parigi, settembre 1986



L'adozione dei fondi bianchi, lo scorporarsi e l'affinarsi del tessuto pittorico, persino l'emergere di inquietanti presenze ferine fra i personaggi che abitano le sue tele, conferiscono sempre maggior valore di metafora a quel mondo di inquieta presenza, prepotenza, possessività del femminino che sembra costituire il tema d'elezione e la molla creativa della pittura della Giglio Tos.
Una tecnica che è venuta sempre più raffinandosi a livello di scelte grafiche e cromatiche e della stessa conduzione del pennello l'assiste in questo sforzo di approfondimento, velando, sotto gli aspetti di una eleganza impeccabile ma densa, forse, di occulti veleni, un'aggressività non soltanto formale, soavemente imperiosa.
.. Natura e cultura in una trepida, leggera ma precisa e vibrante stesura pittorica, si alleano e dialogano nella sua opera quasi a suscitar nello spettatore il compiacimento di sentirsi come sospeso fra la pienezza vitale del senso e la rarefatta dimensione del sentimento e della fantasia.

Presentazione mostra personale Albino Galvano Galleria Viotti, Torino ottobre 1980



Graziella Giglio Tos esplora la sacralità laica dell'erotismo, la rivelazione rituale dello specchiarsi nella metamorfosi della propria immagine, i fiabeschi ruoli dei personaggi femminili che agiscono
ieraticamente nel suo palcoscenico immaginario.

"Arte" Paola Gera Romano marzo 1992



.. Dense di suggestioni risultano le opere della Giglio Tos, pervase come sono di un clima aperto a registrare taluni trasalimenti metafisici che si insinuano negli eventi del quotidiano alterandone i significati con
il trasferirli in chiave allegoricosimbolica. Queste valenze risultano presenti in egual misura e in maniera ora più, ora meno esplicita in ogni opera. Penso, ad esempio, a quelle che ritraggono indumenti e stoffe poggiate su divani in grovigli di pieghe accanto a una pera o una melagrana, vicino all'ornato neoclassico o liberty della spalliera: oppure ai volti sognanti e quasi diafani di talune maschere femminili distese fra morbide piegature di lenzuola, abbandonate ad un sapore interminato.

"Il Giornale di Vicenza" Salvatore Maugeri  11 gennaio 1993

Gemelle Kesler
          Ritratto delle gemelle Kesler
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L'interesse che la singolare pittura di Graziella Giglio Tos suscita nel pubblico e nella critica più avveduta è da ravvisarsi nella splendida fissità delle sue figure nella calma ieraticità di un'espressione che diviene viva testimonianza di una profonda verità interiore.
Graziella Giglio Tos è pervenuta, nel tempo, a un linguaggio alternativo alle fredde esperienze della società tecnologica avanzata: un linguaggio che recupera i segni di civiltà remote per essere riproposto con tutta la sua carica di ambiguità e di allusiva rievocazione. In tal senso ne scaturiscono figure dall'impianto solido e compatto, dalla precisa volumetria dove l'accordo cromatico pone in evidenza un gesto, uno sguardo, un movimento lento del corpo. La figura nella pittura di Graziella Giglio Tos assume un carattere di predominante comunicazione, di tramite mediante il quale esprimere i sentimenti, le sensazioni, le emozioni proprie dell'umana esistenza: in ogni momento la sua personalità di donna e di artista resta sempre e comunque chiaramente individuabile e, qualunque suggestione ella rifletta, la riflette e la attua per giungere alla più completa realizzazione di se stessa.

"Torino A rte" n 10 Angelo Mistrangelo
13 maggio 1975



Graziella Giglio Tos punta piuttosto sulle apparizioni, sulla suggestione di figure e di animali e di altri nuclei simbolici, che si mutano in simulacri: dalla natura alla cultura e all'arte, la sottrazione fatale di una esistenza filtrata dalla magia capziosa dell'erotismo (e dell'arcano della morte nella formulazione artistica che arresta il fluire del vissuto) unisce il fasto delle apparenze alla percezione del vuoto e delle loro più lievi risonanze.

"Arte" Manuela Prota, marzo 1991


Ha incominciato a occuparsi di scultura affascinata dalla forma di alcune pietre... Ora però altre sue sculture non nascono più dallo spunto fantastico della pietra, ma dalla specificità «classi
ca» della tecnica tradizionale. Graziella Giglio Tos vi traduce il mondo sontuoso e nitido dei suoi disegni e dei dipinti, i personaggi e i simboli, le forme allegoriche e le situazioni. Con la novità di queste sculture il suo repertorio iconografico raggiunge quella tridimensionalità già latente nei lavori su carta oppure su tela.

"Arte" Claudio Rama, settembre 1990


A metà tra simbolismo e liberty, in un revival non privo di acute notazioni, Giglio Tos si ripresenta a Venezia: pittura che si compiace di moduli eleganti, d'una estenuata raffinatezza, con inserti suggestivi di «impronte» e persino di rilievi in «pastiglia»
dorata (alla maniera neogotica). Dopo il primo sconcerto, ci si accorge che la pittrice lavora sul filo d 'un sottile humour, ribaltando su un piano diverso il fondo erotico-sensuale, fino ad arrivare al limite di una acuta demistificazione della donna-oggetto. Una mostra, quindi, non soltanto interessante sul piano del recupero formale ma anche intelligente per quella specie di brivido freudiano che corre sotto la pelle dei manierati dipinti.

"II Gazzettino di Venezia" Paolo Rizzi, 13 maggio 1976


.. il dilatarsi del fondo bianco in cui i simboli, dalla mela alla colonna, dal geroglifico aureo alla bombetta, si collocano come presenze non irrelate, è lo strumento principe di cui l'artista si avvale per dare sostanza e insieme imponderabilità ai suoi fantasmi poetici. . .
... Graziella Giglio Tos è una donna viva che dipinge la vita e le sue pulsioni naturali.
L'equilibrio affascinante e affascinato che Così viene a crearsi è lo stato trepido di relazioni perigliose ma del tutto plausibili fra metafisica e quotidiano, fra realtà e irrealtà...
.. E forse in questa splendida e poeticamente tangibile improbabilità dell'immagine, in questo suo essere limpida ed ambigua insieme, gelida e sensuale, sta la vera proposta «al femminile» dell'arte di Graziella Giglio Tos, pittrice di misteri visti ad occhi sbarrati nello stupore continuo delle cose quotidiane.

Presentazione mostra personale Franco Solmi Galleria l'Approdo, Bologna, ottobre 1995


.. Una pittura in apparenza fuori tempo, assai raffinata, chiusa nella proprietà di sè, dentro una visione nostalgica ed insieme sensuosa e trepidante nella memoria di umori e cadenze che la riportano ad altre stagioni, nel clima di una rivisitazione peraltro esplicita e deliberata tanto da richiamare subito precise parentele stilistiche, influssi di un gusto meditato sulle atmosfere dell'arte «fin de siècle»...
.. L'artista si rifà ad una tradizione pittorica che non può immaginare altro che la grazia della propria stupefatta visione, l'intimità riflessa di una figurazione... la quale annoda in sè fecondi innesti culturali.

Presentazione mostra personale Toni Toniato
Galleria il Traghetto Venezia, aprile 1976
 
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